L’Aquila: il volto rosa di E-Care

Una squadra tutta al femminile alla guida della sede aquilana

Team E-Care L'Aquila

Nell’ultima classifica del Global Gender Gap Report 2012, il rapporto internazionale sul divario di genere pubblicato dal World Economic Forum, l’Italia figura al 74° posto, dopo il Perù, il Madagascar e il Bangladesh, evidenziando come l’uguaglianza di genere nel nostro paese sia un traguardo ancora lontano.

Di recente, il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha sottolineato come il genere di appartenenza rappresenti un vero e proprio ostacolo alle opportunità di crescita professionale, mentre sul mercato del lavoro italiano solo un terzo della popolazione femminile risulta occupata, con retribuzioni nettamente inferiori rispetto a quelle dei colleghi uomini.

Purtroppo, il nostro Paese ha ancora un lungo cammino da intraprendere per evolvere verso la piena uguaglianza di trattamento tra sessi sul mercato del lavoro, tuttavia, non mancano imprenditrici di successo e donne in posizioni di rilievo in azienda, sebbene, in percentuale ancora piuttosto bassa.

Il settore dei Contact Center, in generale, vede una presenza percentuale di donne superiore a quella maschile, seppur concentrata nei ruoli operativi, e sempre più spesso ruoli di coordinamento e gestione vengono affidati al gentil sesso.  

In E-Care, in particolare,  la carica di Presidente è ricoperta dal 2010 proprio da una donna, Virginia Filippi, il cui percorso professionale rappresenta senz’altro un modello, vantando cariche di Consigliere di Amministrazione in numerosi CDA di società ed enti nazionali e internazionali, oltre a ruoli di vertice in Rai e nell’ambito, tradizionalmente maschile, della Federazione Italiana Giuoco Calcio. 

Sulla scia dei successi della nostra Presidente, da novembre 2012, la  sede E-Care dell’Aquila è affidata ad un quintetto tutto al femminile.

Il sito  dell’Aquila è stato inaugurato nell’aprile 2010, in collaborazione con Teletu e Vodafone. Sviluppato su oltre 3.000 mq , con un organico di oltre 500 persone dedicate al servizio di Customer Care e un fatturato 2011 di circa 10 milioni di euro (pari al 22% del fatturato E-Care), rappresenta oggi la seconda realtà per popolazione aziendale sul territorio aquilano. 

Alla guida Germana, Vanessa, Tiziana, Stefania e Angela: cinque donne che si occupano rispettivamente della gestione e del coordinamento delle strutture operative e organizzative, del presidio di servizi, processi, risorse e sistemi, della gestione del personale. In particolare, Vanessa, Tiziana e Stefania, a riporto di Germana, sono le responsabili dei gruppi operativi di gestione delle commesse, mentre Angela si occupa, come HR, della gestione delle relazioni con il personale e con le rappresentanze sindacali (anche queste per il 50% donne).

La gestione al femminile fa la differenza, soprattutto, se pensiamo alla grande attenzione da dedicare alle persone e al grande lavoro di motivazione e comunicazione che c’è dietro un settore dai ritmi molto intensi: 7 giorni su 7, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, che richiede una grande capacità di gestione delle esigenze delle singole persone e reperibilità al telefono 24 ore su 24. 

A differenza delle realtà produttive tradizionali, l’attività di Contact Center si realizza momento per momento, col giusto dimensionamento di risorse disponibili per raggiungere gli obiettivi economici di redditività, così come gli obiettivi qualitativi del servizio, che si presentano particolarmente sfidanti nel settore delle telecomunicazioni, cui appartengono le commesse gestite dal sito E-Care dell’Aquila.

Vanessa, Stefania e Angela sono mamme che devono conciliare le esigenze della famiglia con i ritmi lavorativi, a volte senza il supporto dei familiari, come racconta Vanessa: “La mia giornata è lunga:, mi alzo presto per preparare lo zaino per la scuola, la merenda, il borsone della piscina, il pranzo etc . A seconda dei giorni,  devo incastrare i miei impegni con quelli di mio marito, poiché avendo la famiglia all’estero (sono Australiana), non ho il supporto di nonni o altri familiari e devo organizzarmi con una babysitter che ci dà una mano”.

Secondo Stefania: “Fissare obiettivi da raggiungere, affrontare i problemi per gradi, capire a cosa si sta rinunciando e cosa si sta conquistando, al fine anche di prendere le distanze e non lasciarsi coinvolgere troppo, sono tutti aspetti che contribuiscono a trovare una serena conciliazione tra vita di donna, moglie, mamma e vita da lavoratrice”.

Non dimentichiamo, poi, che molti sono i dipendenti che, a seguito dell’evento sismico sull’Aquila, non hanno ancora avuto la possibilità di tornare nelle proprie case.  Alcuni compiono circa 70 km al giorno per recarsi sul posto di lavoro da fuori città. La stessa Vanessa è in attesa di riavere la propria casa e Germana affronta ogni giorno più di 80 km di strada. 

Risulta, pertanto, fondamentale saper conciliare bene le esigenze ed equilibrare le risorse, oltre a saper gestire la relazione all’interno della squadra e i rapporti con i colleghi uomini.

Le nostre ragazze sono allineate nel dichiarare un ottimo rapporto ed empatia con le altre colleghe donne. In particolare per Angela: “Il rapporto con le colleghe è leale e aperto, condividendo il più possibile le modalità attraverso le quali raggiungere insieme gli obiettivi lavorativi”. “Un rapporto fatto di collaborazione costruttiva”, ribadisce Tiziana, “e relazioni equilibrate con i colleghi uomini”.                           

Riguardo quest’ultimo punto, sebbene non manchino colleghi la cui mentalità è rimasta “ferma a 50 anni fa” , molti riconoscono il valore dell’approccio femminile nella gestione del lavoro quotidiano nell’ambito del Contact Center. “Lo stereotipo del manager, fa notare Germana, è tipicamente maschile e le donne che si trovano oggi ad occupare posizioni di rilievo sono considerate delle “privilegiate”, quando non interviene il riferimento all’aspetto fisico “di bella presenza”, quasi a giustificazione della posizione occupata”. Secondo Stefania: “La donna “capo” nell’intimo maschile potrebbe creare un velato fastidio, ma se riesci a comunicare  tranquillità, autostima, professionalità, serietà e forza, saranno loro a cercarti per chiederti un consiglio”.

Insomma, non serve essere uomini per fare carriera, ma con determinazione e decisione si possono superare gli ostacoli alla crescita professionale delle donne. Come afferma Germana “La mentalità sta cambiando grazie a donne in gamba che stanno tracciando, con non poca fatica, la strada”, mentre un punto di riflessione interessante è dato da Stefania: “Non mi piace pensare che esista ancora l’idea ingiusta che non valga la pena investire in chi poi un giorno diventerà madre e dovrà occuparsi anche della cura dei propri figli, ma credo che sia la società in cui viviamo a condizionare spesso in maniera eccessiva le nostre scelte”, evidenziando un atteggiamento di autolimitazione da parte di alcune donne, ma anche l’assenza di servizi pubblici in grado di facilitare la combinazione di carriera professionale e famiglia.

A differenza dei colleghi uomini, infatti, le nostre ragazze, così come tutte le donne sul mercato del lavoro, si trovano a fronteggiare ogni giorno nuove sfide, sul duplice ambito professionale e familiare, che solo la propensione al multitasking,che spesso contraddistingue il genere femminile, è in grado di conciliare.

In conclusione, auspicando un’evoluzione del modello occupazionale del nostro paese verso maggiori spazi di carriera per le donne e la riduzione del gap di genere, ci congratuliamo con la nostra squadra aquilana, senza escludere di estendere il modello anche nel resto delle nostre sedi.

 

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